Basterebbe che foste in grado di amare abbastanza per essere l'uomo più potente del mondo.
Emmet Fox
L'esperienza ONU (UN)
Ho fatto una piccola e doverosa correzione il giorno dopo l'aggiornamento, stavo rischiando di fare (un altro) danno...
Non so quante esperienze lavorative mi aspettano ancora, ma sicuramente quella della Nazioni Unite, la penultima allo stato attuale, merita una nota particolare.
La sede è quella di Brindisi. Come? Non sapete che a Brindisi c'è una agenzia dell'ONU? Non lo sapevo nemmeno io. L'agenzia di chiama ICC (International Computer Centre).
Il gruppo in cui sto si occupa di gestire le applicazioni web che vengono utilizzate nelle varie missioni di pace ONU.
Data la mia alta inaffidabilità mi occupo di fare test, ognuno ha quel che si merita.
Sono stato circa due anni lì, ho deciso di andare via perché volevo fare qualcosa di nuovo.
Vi racconto brevemente quello che è successo in questi due anni.
Nel periodo in cui arrivo ne vengono assunti un bel po': Maria Grazia, Mario, Annamaria, Maristella, Walter, Stefano B., Annarita. Mi trovo bene, in stanza con me, dopo vari spostamenti, mi ritrovo con Annamaria, Maristella, Luigi.
Il gruppo è variegato: da chi riesce a farsi sentire nel raggio di un metro al massimo, a chi si sente a distanza di 30 metri (parlo delle normali conversazioni di ufficio). Da chi non direbbe mai una parolaccia e chi invece è piuttosto grezzo. Da chi è sposato a chi non è neppure fidanzato. Da chi vive e Brindisi a chi non vorrebbe mai viverci e non vede l'ora di scappare. Da chi parla bene l'inglese e chi non capisce una mazza. Da chi mangerebbe solo in quel posto a chi mangerebbe in qualsiasi posto ma non in quello. Da chi, intorno alle 16, guardando l'ora dice "Ancora!?!!" a chi dice "Già?!?!". Proprio così, avete capito bene.
I contratti durano 11 mesi, alla fine andiamo via io, Annamaria, Maria Grazia, Walter, Stefano. In quella estate vanno anche via delle presenze più longeve, come Gianfranco. L'augurio è che ci si riveda e magari (forse) nello stesso posto di lavoro. Io tornerò dopo 3 mesi, ma Annamaria, Gianfranco, Maria Grazia e Walter no.
Sebbene siamo in tanti, l'assenza di pochi fa molto.
Al mio rientro, 17 settembre 2007, cambio ufficio, siamo io, Andrea, Maristella, Snjezana (di origini croate). Anche Annarita fa le valigie nel frattempo.
Tempo alcuni mesi e si cambia di nuovo (ufficio), io e Maristella ci spostiamo nella stanza di Stefano L., il chief (come alcuni lo chiamavano simpaticamente). In realtà non era capo proprio di nulla :P. Era anche noto come l'uomo con la barba.
Il 12 giugno si avvicina, è tempo di fare le valige. In questi due anni, grazie ai miei (ex) colleghi, sì, proprio grazie a loro, sono riuscito ad andare al cinema piuttosto spesso, andare al bar a fare colazione, ad uscire a cena, a fare piccole vacanze, a passare intere giornate al mare a cuocersi sotto il sole (mai fatto prima, nel mio disperato caso!).
Mi mancheranno certamente le perle di sfiga di Stefano B., e poi Walter, in cerca di compagnia per il pranzo (che non sia dotata di service pack, come diceva lui), Mario (o M@rio), in eterna lotta con Visual Studio e .Net (e adesso anche col PDA), il simpatico nonché davvero in gamba Salvatore, Leonardo (Leo), con la telecronaca della gara di starnuti tra me e Salvatore, e che da quando sono andato via fa altre telecronache di gare di starnuti!, Maria Grazia, emittente ufficiale di canzoni di cartoni, gli attacchi di fame di Stefano L. delle 5-6 del pomeriggio, e i suoi "facciamo 5 minuti" (si trattava di un punto della situazione fatto in ufficio), le parolacce a ciel sereno di Fabrizio, le ordinazioni di Gianluca travestite da una telefonata "stai andando al bar?", la simpatia e spontaneità di Annamaria, la raffinatezza e l'eleganza di Maristella, quel "giò" con cui mi chiamava Annarita (ce n'è un'altra che mi chiama così, però non siate curiosi!) gli ordini poliglotti di Andrea agli sviluppatori, la proverbiale calma e fame di Gianfranco, le telefonate in viva voce (nel senso che quello che diceva si sentiva in tutto ICC) di Silvia, l'arrivo silenzioso e minaccioso di Luca in cerca di cibo, Luigi, l'uomo simbolo della nostra stanza (o della stanza in cui si trovava), e poi l'uomo che ha girato il mondo, le "discussioni" (nel senso buono e pacifico del termine) tra Massimo B. e il sottoscritto su Galileo o altri parenti (con me era normale questo :D, lui era preciso come pochi, io l'esatto contrario).
E poi Letizia, Jiulia, Katia, Franca, Giuseppe, Carla, Gianpiero, Gianluca M., Daniele, Yasmine, Massimo D., Stefania, Serena, Kanita, Predrag, Snjezana, Ezana, Marilena, Marco, che per la distanza fisica / linguistica non ho avuto il piacere di conoscere per bene.
E poi Concetta, che conoscevo prima di arrivare lì e che mi ha introdotto in questa straordinaria esperienza.
Il venerdì era il giorno del pranzo fuori. Io che spingevo per andare al cewei (e normalmente riuscivo a portare i soliti, nel senso che dopo averli convinti, me li caricavo pure in macchina) e un altro gruppo che premeva per il nuovo pic nic (o rubens), non so quale sia il vecchio nome o il nuovo. Ci sono state anche aspre polemiche a riguardo. Al di là di questo, il pranzo si trasformava in una lotta contro il tempo per rientrare alle 14.
Che dire... ho avuto colleghi davvero eccezionali, ognuno diverso, ognuno unico.